Descrizione
Maria Galluzzo ci esorta ad attingere alla memoria del cuore, cioè al lembo emozionale nel nostro inconscio, per foggiare il passato, illuminando così il suo immersivo itinerario, scandito dal tempo e dalle metaforiche irruzioni dei ricordi filtrati dal vento, dal paesaggio letterario e dai sussulti emotivi, poiché il suo poetare riflette “ il mitico tempo del cuore” come scrive nella poesia Essenza “ritorna vitale il ricordo… rimasto inciso nell’anima”. In effetti il suo è uno stile che raccoglie ora versi brevi, essenziali, carichi di simboli (analogia, sinestesia); ora vissuti esperienziali che evocano sensazioni profonde: “Amo il vento e il suo canto sulla pelle/ che dolcemente dà musica al “profondo” /Amo ogni canto della natura immensa…; ora versi sul silenzio dell’indifferenza sociale nella stupenda lirica “Sotto l’occhio di Gaza” dove trionfa la morte e il lamento del doloroso scempio.




